venerdì 27 giugno 2008

Il miglior laparocele è quello operato ....bene


Il laparocele, per gli anglosassoni incisional hernia (ernia incisionale ), rappresenta una più o meno grave complicanza post operatoria caratterizzata dalla fuoruscita dei visceri contenuti nella cavità addominale attraverso una breccia della parete formatasi in fase di consolidamento cicatrizialedi una ferita laparotomica. In questo si differenzia dall' ernia, che si fa strada invece attraverso orifizi o canali anatomici e quindi pre-esistenti. Si manifesta dal 9 al 19% di tutte le laparotomie (percentuale che non si è modificata dagli anni 50’ ad oggi). Interessa più frequentemente le ferite longitudinali, ma tutte possono esserne causa, anche quelle di piccole dimensioni da trocars laparoscopici. Progressivamente ed in tempi variabili in questa area di debolezza, spinti dalla pressione presente nella cavità addominale, finiranno con l'insinuarsi segmenti di visceri mobili (intestino tenue ed alcuni segmenti del colon) contenuti in un sacco di origine peritoneale. Si formerà quindi un' ernia post incisionale, che diventando sempre più voluminosa si farà strada nel piano sottocutaneo, lasso, creandovi una cavità, spesso plurisaccata, nella quale possono arrivare a dislocarsi ampie porzioni di intestino così da formare tumefazioni di grandezza variabile, a volte mostruose

Le condizioni più frequenti che predispongono alla formazione di un laparocele sono:

  • infezione del sito chirurgico
  • aumenti improvvisi della pressione endo-addominale nell’immediato decorso post operatorio: vomito, tosse, sforzi.
  • malattie generali come il diabete
  • inadeguatezza del materiale di sutura, errori di tecnica chirurgica.
  • alcuni tipi di laparotomia (tagli longitudinali piuttosto che obliqui o trasversali)
  • presenza di entero stomie

Il laparocele si presenta come una "tumefazione" di varia grandezza evidente nel sottocute. Può manifestarsi in corrispondenza della cicatrice chirurgica ma può presentarsi anche dislocato rispetto ad essa per la caratteristica del laparocele di farsi strada nelle aree sottocutanee più lasse. La tumefazione può presentarsi liscia o bozzoluta, di consistenza molliccia o pastosa a seconda del tipo di intestino erniato

Complicanze del laparocele

Sono quelle tipiche delle ernie:

  • Irriducibilità (per aderenze tra intestino ed intestino, intestino e sacco peritoneale, sacco peritoneale e cavità sottocutanea)
  • Strangolamento

Comunque sia, anche senza giungere a complicanze estreme quali lo strangolamemto erniario o la evoluzione verso la dimensione mostruosa, un concetto assolutamente valido per tutte le ernie, e per il laparocele in particolare, è quello che il laparocele ha solo una possibilità evolutiva, quella dell’aumento dimensionale. Per le caratteristiche tridimensionali dell’ernia (volume), sarà sempre in ragione del cubo. Esempio se un piccolo laparocele di 3 cm di diametro aumenta di 1 cm di diametro, l’aumento volumetrico finale sarà 3+1 X 3+1 X 3+1. Al di là del problema fisiopatologico e della non infrequente evoluzione invalidante, anche dal punto di vista estetico il laparocele rappresenta sempre un problema, specie se interessante un soggetto di giovane età.


Laparocele: il problema

Chirurgia: l’unica soluzione